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← Tutti gli InsightDal confronto del 26 settembre 2026: imprese, persone e opportunità di inclusione.
· Persone, competenze e inclusione
Il personale qualificato si cerca. Il talento si fa crescere.
La carenza di personale chiede alle imprese anche un cambio di sguardo: riconoscere capacità, formare e aprire opportunità. Una riflessione dopo il 26 settembre.
Nel confronto con gli imprenditori torna spesso la stessa difficoltà: trovare persone e, soprattutto, persone preparate per il lavoro da svolgere. Servono tecnici, operatori, figure commerciali e professionisti capaci di accompagnare il cambiamento. Dietro ogni ricerca rimasta aperta ci sono attività da organizzare, clienti da seguire e colleghi sui quali aumenta il carico di lavoro.
I dati aiutano a comprendere la dimensione del problema. Secondo Unioncamere e Ministero del Lavoro, per settembre 2026 le imprese programmano circa 565 mila entrate, con difficoltà di reperimento nel 44,1% dei casi. Pesano soprattutto la mancanza di candidati e, successivamente, l’inadeguatezza della preparazione. Il dato descrive intenzioni di reclutamento, non posti già coperti.
La domanda che mi porto dall’incontro del 26 settembre
L’incontro del 26 settembre dedicato all’inclusione, nell’ambito di “Dove l’Impossibile diventa Possibile” e di Sartoriale Roma, mi ha riportato a una convinzione: l’impresa deve perseguire risultati economici e può costruire le condizioni perché il benessere generato raggiunga più persone. Dare una possibilità significa investire in un percorso che abbia prospettive concrete.
Se le aziende cercano persone, quante capacità stiamo lasciando ai margini perché utilizziamo sempre gli stessi canali, gli stessi criteri e le stesse aspettative sul candidato ideale? È una domanda che riguarda anche il nostro modo di guidare le imprese.
Guardare la persona prima dell’etichetta
Una disabilità, un periodo di fragilità o un’esperienza di detenzione non raccontano da soli ciò che una persona sa fare, può imparare o desidera diventare. Servono ascolto, valutazione delle capacità e conoscenza delle esigenze. Le storie individuali sono diverse e i percorsi di accesso al lavoro devono tenerne conto.
Allargare lo sguardo può aiutarci a incontrare competenze già presenti e potenzialità ancora da sviluppare. Per trasformarle in professionalità occorrono formazione, affiancamento e opportunità coerenti. Occorre anche un’azienda capace di offrire retribuzione adeguata, accessibilità, rispetto e possibilità di crescita.
Non possiamo chiedere alle persone di essere pronte per ogni sfida senza assumerci anche la responsabilità di aiutarle a prepararsi.
La formazione è una decisione imprenditoriale
Nel printing e nell’ICT la qualità dipende tanto dalle tecnologie quanto dalle persone che le utilizzano, le propongono e ne seguono il funzionamento. Acquistare una macchina o un software richiede un investimento; costruire una competenza richiede tempo, metodo e continuità. Entrambe le scelte meritano un piano e risorse dedicate.
Per questo partirei da un’esigenza reale dell’azienda, da una persona e da un tutor. Definirei le attività iniziali, ciò che va imparato, gli strumenti necessari e i momenti di verifica. Poi allargherei il percorso solo quando i risultati lo consentono. La carenza di personale qualificato richiede pazienza organizzata e responsabilità condivise.
Le relazioni possono aprire possibilità concrete
La collaborazione con Flavia Topani, Presidente di TCS ONLUS, e il percorso di confronto con Marco Scurria, Senatore della Repubblica Italiana, richiamati nell’incontro del 26 settembre, danno un significato concreto al dialogo tra imprese, associazioni e istituzioni. È in queste relazioni che si possono conoscere bisogni, individuare interlocutori e progettare opportunità.
Anche l’esperienza di Filo e Fibra mi ricorda il valore dei mestieri, delle competenze delle donne e delle comunità. Nel mio ruolo di Senior Advisor di VICTAnova, considero questa attenzione parte di una visione dello sviluppo che tiene insieme impresa e persone, con il sostegno e la fiducia della proprietà.
Il valore va seguito nel tempo
Un percorso di inclusione si valuta osservando competenze acquisite, autonomia, qualità del lavoro e continuità dell’inserimento. Quando sono documentati, questi risultati possono contribuire anche alla dimensione sociale del bilancio di sostenibilità. Dietro gli indicatori devono restare visibili le persone e la loro possibilità di costruire un futuro.
Le aziende hanno bisogno di persone preparate. Le persone hanno bisogno di occasioni per dimostrare e sviluppare ciò che sanno fare. La responsabilità di chi guida è costruire l’incontro.
Avanti tutta. Con le persone, dando valore alle loro possibilità.